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Camere separate - P.V. Tondelli
Tokyo blues n.w. - H. Murakami
Les fleurs du mal - C. Baudelaire
Una vita violenta - P.P. Pasolini
Alta fedeltà - Nick Hornby
L'ultimo Dio - Emidio Clementi
La possibilità di un'isola - M. Houellebecq
La casa del sonno - Jonathan Coe
Underworld - Don de Lillo
Anna Karenina - Lev Tolstoj
Middlesex - Jeffrey Eugenides
L'insostenibile leggerezza dell'essere - M. Kundera
Madame Bovary - G. Flaubert
1984 - G. Orwell

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Eternal sunshine of t.s.m.
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The Dreamers
Taxi Driver
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Tokio Ga
Pulp fiction
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Worlds apart - Trail of dead
Our ill wills - Shout out louds
Either/or - Elliott Smith
Yes, Virginia - The dresden dolls
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Entertainment! - Gang of four
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Seventeen seconds - The cure
Chucko bohoo - A toys orchestra
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Andrea Pazienza
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Joan Mirò
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Marc Chagall
Wassilj Kandinskij
Bansky

lunedì, 19 settembre 2005

Tornata dal week-end romano.
Visti 2 film: "la bestia nel cuore" e "viva zapatero". Bello il primo, anche se affronta argomenti decisamente troppo pesanti. Il secondo non dice niente di nuovo, purtroppo. Comunica una grande tristezza per la condizione italiana, evidenzia che all'estero si divertono a prenderci come esempio da NON seguire.
Lette 466 pagine di 731 di "Glamorama". Il delirio narrativo si è accentuato seguendo fili conduttori strani circa a pagina 350, ma continuerò imperterrita perchè sono curiosa di sapere come va a finire. Mi prende.
Visto Benigni alla notte bianca, insuperabile. Anche Giove Pluvio l'ha visto, infatti l'ha lasciato finire e poi si è divertito a vedere come sguazzavamo nel diluvio. Provvidenziale la mostra di Andrea Pazienza. Se lo conoscete l'imperativo è d'obbligo: andare. E' aperta fino al 9 ottobre. Il filmato-intervista che gli ha fatto Red Ronnie quando lui aveva 28 anni vale tutto lo sbattimento, treno e pioggia compresi. Credo che se lo avessi conosciuto quando era in vita mi sarei innamorata di lui.
Dopo la mostra, visita al Pantheon di notte, tentativo di raggiungere piazza Navona e battuta in ritirata verso casa. Serata conclusa sull'attaccapanni a stendere i vestiti.

lunedì, 06 giugno 2005

Post nostalgico e intimista, a eterna dichiarazione d'amore per Bologna, scritto al termine di piacevole un week-end lungo, trascorso a girare in vespa per la città

La vespa azzurra 50 diventerà viola 150.
Triplicherà di cilindrata perchè il traffico di Roma è moltiplicato per tre.
Per i concerti ora si va al circolo degli artisti, non più al covo.
Le due torri hanno preso la forma del colosseo.
Non si sale più sul 27 dipende, ma sul 60 sempre in piedi.
La Feltrinelli è sempre in centro, ma non è la stessa dove ci siamo conosciuti.
Abbiamo trovato un negozio simile a "Scout" all'interno della galleria Alberto Sordi, però non vendono le all star.
L'una si avvale della bellezza dei portici, l'altra della maestosa fontana di trevi.
La Coop degli studenti e dei pensionati non c'è, però l'Oviesse delle casalinghe è proprio sotto casa.
Non ci si reca più al cinema medusa, ma al lux, armati di tanta pazienza per parcheggiare.
Le pareti di casa tappezzate di poster, lasciano posto ad altre bianche e mute.
Tu sei sempre tu, insostituibile tu, in qualsiasi città.
Il gelato della sorbetteria di Via Castiglione non ha ancora trovato un degno sostituto.
Nemmeno le paste alla crema del bar in Via San Vitale.
Bisogna cercare meglio.
Chissà se in autunno troveremo l'omino delle castagne? Non si può stare senza.
Le cose materiali si possono trovare anche a centinaia di chilometri di distanza, se si ha la pazienza di cercarle.
Dai suoi muri, la capitale trasuda secoli di storia.
Il problema è che non è la MIA storia.
E' la magia che c'è nell'aria di Bologna, quella che ha dato origine a tutto, che Roma non riuscirà mai a trasmettermi.

lunedì, 23 maggio 2005

"Su entra, questo è il mio ufficio"
"Sei in visita al Cnr?"
"Qui dentro c'è il tuo regalo"
"E' di là il ristorante"
"Quanta gente la sera in giro per Trastevere!"
"Oggi c'è sciopero dei mezzi andiamo in auto?"
"Era meglio aspettare l'autobus, anche se ne passava uno all'ora facevamo prima"
"In piazza della repubblica è passata la gumball3000, la corsa dei miliardari americani, sembrava di essere nel set di Fast and Furious"
"Il saldo della tua carta feltrinelli è di 50 punti, vuoi lo sconto o accumuli?"
"Basta, sono stufo, andiamo a comprarla"
"Viola è il colore più bello"
"Ce l'abbiamo fatta!"
"Star Wars episode III inizia fra mezz'ora, sbrigati"
"Alla fine ho pianto"
"Diamo lo straccio?"
"Stasera però cucini tu"
"Qual è via del Corso?"
"Ma via del Corso è questa o quella?"
"Ma piazza di Spagna da che parte sta?"
"Guarda là, c'è Silvio Muccino davanti al negozio Armani con la folla delle quattordicenni che sbavano"
"Vai a chiedergli se la finestrina è chiusina"
"Perché i cinesi mangiano gli spaghetti col ketchup alle cinque del pomeriggio?"
"Per tornare sperimentiamo il 63?"
"Potevano scriverglielo che faceva sessantatrè fermate... non arriva più..."
"Amore mio"
"Mi stendo cinque minuti però poi mi sveglio"
"Buongiorno, sono le nove.... del mattino.... "
"Andiamo a vedere la cappella sistina o i fori imperiali?"
"Ma come ti viene in mente?"
"Andiamo stasera a vedere gli Oneida al circolo degli artisti"
"Prima di ripartire stamattina vieni con me a fare colazione?"
Questi sono piccoli stralci di un piccolo grande fine settimana. Li ho messi qui perchè non voglio dimenticarne nemmeno un momento. Perchè il mio regalo non è stato solo l'oggetto materiale, ma è stato tutto questo. Tutto insieme.
Grazie.

giovedì, 19 maggio 2005

Dunque, un anno fa erano venticinque, e tutti mi dicevano che ero giunta al quarto di secolo, e che si trattava del primo giro di boa della mia vita. Bene. Di solito dopo i giri di boa si torna indietro, giusto? Quindi oggi sono ventiquattro vero?? Non ditemi di no. Potrei iniziare a sentirmi vecchia. Va beh, facciamo così: oggi vado a Roma a festeggiare e agli anni ci penso lunedì. Buon fine settimana :)

lunedì, 11 aprile 2005

Venerdi sono arrivata a Roma preparata psicologicamente come se dovessi entrare da Benetton il primo giorno di saldi. "Ma li venderanno i salvagenti per i bagni di folla?" E invece... inaspettatamente non sono stata travolta da orde di pellegrini. La stazione era poco più affollata del solito. L'unico particolare diverso dagli altri giorni era che molte persone sfinite si sistemavano a dormire per terra in attesa del loro treno, ma comunque senza intralciare il passaggio degli altri viaggiatori. Il blocco del traffico era ancora in vigore, perciò ho deciso di prendere l'autobus. I mezzi recanti la scritta "Termini" che arrivavano erano semplicemente strabordanti di gente, ma il mio che portava lontano da lì e da San Pietro, contrariamente al solito era mezzo vuoto. Ho assistito con stupore, seduta comoda nel mio posticino (avvenimento raro), al record di percorrenza della tratta stazione-casa. Mezz'ora, contro l'ora abituale. Mentre guardavo fuori dal finestrino non potevo credere ai miei occhi. Una visione di Roma incredibilmente surreale, le strade completamente vuote, e la calma regnava unica sovrana. Gli allarmismi televisivi degli ultimi giorni erano riusciti nel loro intento di spaventare i cittadini per non farli uscire di casa durante il giorno x. Alle 17.30 finito il blocco del traffico è ricominciato il concerto di automobili e clacson, ma io ero già giunta a destinazione.
Sabato non abbiamo potuto resistere alla tentazione di andare laddove le cose erano accadute. Via della Conciliazione, Piazza San Pietro, e la basilica risultavano finalmente accessibili. Siamo entrati in chiesa e ci siamo resi conto che era appena iniziata la messa cantata in latino in suffragio del papa. Sembrava di essere dentro una rievocazione storica, con la chiesa gremita ma affrontabile, e tutti quei cardinali e vescovi seduti attorno all'altare mentre le guardie svizzere in uniforme cercavano di mantenere il silenzio e l'ordine fra i turisti.
E' stato strano leggere proprio in questi giorni "il nome della rosa" dove di sfondo al romanzo si parla di papi corrotti, di conclavi e di una buona parte della storia della chiesa cattolica. Viene proprio da pensare che questo papa in confronto a taluni che lo hanno preceduto sia stato davvero un santo. Ma non sta a me stabilirlo.
Dopo il pomeriggio stranamente religioso bisognava riequilibrare con un bel concerto. Morgan e il pianoforte, al circolo degli artisti. Lui è uno che mi è sempre piaciuto. Tipo che conservo il suo stupidissimo autografo nel portafoglio da otto anni, dal giorno in cui giovine sbarbina vidi i Bluvertigo per la prima volta, durante un festival sconosciuto fra le nostre sperdute colline. Ultimamente me l'ero dimenticato, ma quando "altrove" la primavera scorsa giunse alle mie orecchie è stato come un colpo di fulmine bis, che quando uno scrive un testo così... beh....
"Forse Già lo sai che a volte la follia Sembra l'unica via Per la felicità/ C'era una volta un ragazzo chiamato pazzo e diceva sto meglio in un pozzo che su un piedistallo/ Ho deciso di perdermi nel mondo, anche se sprofondo lascio che le cose mi portino altrove/  Io, un tempo era semplice ma ho sprecato tutta l'energia per il ritorno/ Lascio le parole non dette e prendo tutta la cosmogonia e la butto via e mi ci butto anch'io/  Applico alla vita i puntini di sospensione Che nell'incosciente non c'è negazione/  Svincolarsi dalle convinzioni dalle pose e dalle posizioni"
Update: mi sono appena resa conto che oggi è trascorso esattamente un anno da quando ho iniziato a scrivere stronzate su questo blog. Certo che ci vuole del coraggio eh!

giovedì, 07 aprile 2005

Avendo in previsione di passare il week end a Roma, c'è una cosa che mi preoccupa molto di più dell'allarme attentati che ho citato nel precedente post. Si tratta di una notiziuola che udìi ieri sera di sfuggita al telegiornale. Lì per lì non ci ho dato molto peso, ma poi ripensandoci..... "duuue milioooni di polacchi già in viaggio in automobile" non sono certo da sottovalutare (anche se stamattina l'Ansa dice "solo" un milione). Sono un botto di persone che non sanno leggere i cartelli che dicono "blocco del traffico" e che soprattutto dopo 1650 chilometri e 26 ore se ne fregano, perchè sono fermamente intenzionati ad arrivare in piazza San Pietro nonostante gli altri due milioni di persone che si trovano già in zona e gli ulteriori pellegrini che arriveranno da tutto il mondo durante la giornata di oggi. Costoro mica si accontentano di un maxischermo a Tor Vergata.  L'unica speranza è che la maggior parte giunga alle porte della città stanotte dopo le due, quando le entrate a Roma verranno chiuse in tutto il raccordo anulare, anche se non mi stupirebbe se dopo tutti quei km percorsi si inventassero una specie di seconda breccia di porta pia all'entrata del gra e allora sì che sarebbe il vero delirio senza controllo. Lo vorrei proprio vedere quel povero disgraziato del vigile urbano di turno che gli dice "voi no passare di qui, voi fatto viaggio per nulla, voi andare a vedere funerale Karol Wojtyla in televisione fuori in grande campo aperto". Per quanto mi riguarda deciderò domani a mezzogiorno: se vedo l'apocalisse col cavolo che parto per buttarmici in mezzo.

martedì, 05 aprile 2005

Roma, Venerdì 8 aprile:
"Consistente  il contributo garantito da esercito e Aeronautica militare. Il primo metterà in campo, tra l'altro, tre nuclei di bonifica di ordigni esplosivi e due squadre Nbc (nucleare, batteriologico e chimico). Al policlinico militare del Celio sarà operativa una struttura con trenta posti per soccorso e cure eventuali per le personalità, e altri cinquanta per operatori delle forze dell'ordine e pellegrini. Nel mini ospedale interno, dotato di sala operatoria autonoma, lavoreranno quattro anestesisti, tre cardiologi e dieci infermieri. L'aeronautica fornirà due elicotteri HH3F e quattro aerei MB339CD, dotati di dispositivo Smi (Slow Mover Interceptor) per l'individuazione di velivoli a bassa velocità. La difesa dello spazio aereo, oltre che agli Spada, sarà affidata a quattro AMX e a quattro F16 pronti al decollo rispettivamente nelle basi di Amendola e Grazzanise. Sui cieli vigilerà un Awacs della Nato, mentre un Boeing 707 garantirà i rifornimenti in volo." (da Repubblica.it)
In questi termini non mi dispiace di non esserci. Uno va a dare l'ultimo saluto a una persona che per lui ha significato molto nella vita e rischia di trovarsi in mezzo alla terza guerra mondiale. Se mi lasciano in piedi la stazione, arrivo molto egoisticamente venerdì sera quando sarà tutto finito. Spero.

lunedì, 14 marzo 2005

Ok, alla fine sono tornata. Non pensiate che ne sia così entusiasta, si fa quel che si può. Non ho mantenuto la promessa del precedente post; l'internet point lo trovai, ma costava troppa fatica pedalare per riuscire ad aggiornare le pagine, perciò dopo che consultai le mail e i qui presenti commenti mi passò la voglia di procedere oltre. Due euro l'ora non sono molti, ma sarebbe meglio che specificassero che il poco è perchè non va nemmeno se lo butti giù da un dirupo.
Che dire, le fs non mi hanno reso la vita facile nemmeno stavolta, ma se è vero che l'ottimismo vola, mi è andata bene lo stesso. All'andata problemi sulla linea hanno provocato ritardi di due-tre ore, ma io presi un eurostar a caso fra i cinque treni diretti a Roma che figuravano in rosso sul pannello e mi andò bene. Nessuno reclamò il posto in cui mi sedetti, e arrivai a destinazione persino con cinque minuti di anticipo rispetto alla tabella di marcia. L'ipod in questo caso è utile per coprire le madonne di chi in quel treno ci salì a Milano quando partì in perfetto orario. Al ritorno il ritardo di un'ora mi ha risparmiato i soldi del taxi, se arrivavo prima non poteva venirmi a prendere nessuno. Meglio di così non si può, mi sono anche letta un libro molto bellino durante le cinque ore di percorrenza ("si chiama Francesca questo romanzo", di Paolo Nori). Si vede che mi sono riposata durante la settimana eh?? Il buonumore fiocca da tutte le parti! Ma non preoccupatevi,  quando combatterò con la mia scrivania sepolta dal lavoro, tutto tornerà quasi come prima.
Verso la fine del viaggio di andata un tipo col portatile si collegò a internet e commentò l'ultima notizia col suo amico: non l'hanno ammazzata gli iracheni, a momenti ci pensavano gli americani. Due settimane prima andammo alla manifestazione per la sua liberazione, sabato scorso mi è sembrato giusto recare omaggio a chi l'ha liberata sacrificando la propria pelle. Un commento stupido che non centra quasi niente: l'altare della patria fuori è la magnificenza assoluta, ma dentro è assurdamente spoglio, che controsenso. Chissà che mi credevo.
La mia professoressa di religione ci disse che la cupola del Pantheon è un monolitico, lui dice che è impossibile. La discussione si risolse felicemente con un gelato a campo dei fiori. Ognuno è rimasto della sua idea, ma ha vinto il gelato.
Da lunedi a venerdi, mattina e pomeriggio, feci quel cazzo che mi pareva se e quando mi pareva, per usare un francesismo. Mi alzo? No dormo ancora un po'. Vado a visitare San Pietro? No, ci vado domani che oggi non ne ho voglia.  E' stato un bel momento di introspezione, che io con me quando non sono stressata ci sto bene, ed è stato gradevole visitarsi la città intera senza vincoli o limiti di orario. Tanto per capirci, quando salii i 344 gradini del cupolone con la classe, si doveva stare al passo della prof e guai a chi rimaneva indietro. E' stata quasi una rivincita personale farsela con comodo e fermarsi a prendere fiato vicino alle finestre.
Roma, in questa città anche le cose più banali prendono la forma di una missione, se non ci vivi da sempre. Noi volevamo andare al cinema a vedere Cuore Sacro. Tanto per cominciare abbiamo comprato il giornale, dove c'erano gli indirizzi dei cinema e i film proiettati. Con un accurato controllo incrociato, giornale-cartinadiroma trovai dove era situato il più vicino. Che fra cinquanta indirizzi mica è cosa da poco. Poi studiai il percorso e me lo scrissi su un foglio, che portarsi in auto la mega cartina e cercare di aprirla mentre si circola equivale a prenotare un posto in prima fila allo sfasciacarrozze. Partimmo un'ora prima da casa che la Nomentana è un delirio sempre e comunque, che mica mi voglio perdere l'inizio che poi non ci capisco un tubo. Subito ci toccò fare i conti coi sensi unici, dopo un po' di labirintite e un po' di culo trovammo il posto. In quel momento ebbe inizio la missione parcheggio, che purtroppo i parcheggi verticali sui muri non li hanno ancora omologati, e qua se ci si imbosca per i vicoli basta un senso unico bastardo e il posto lo ritrovi la settimana dopo. Oh, alla fine ce l'abbiamo fatta e per fortuna il film valeva la fatica. Per la prossima volta ne sappiamo a pacchi.
Al supermercato, non importa se sei abituato a chiedere due sportine, è meglio che ti rendi conto subito che a Roma e nel resto d'Italia  si dice sacchetti o buste, prima che ti guardano male perchè  ti scambiano per un marziano in visita sulla terra.
Una delle cose che mi ha dato più soddisfazione è stato andare dall'estetista. Da quando lavoro a Bologna non ho più avuto il tempo per andarci. Poveretta, secondo me la tipa dopo che mi ha fatto la pulizia del viso s'è presa una settimana di ferie pure lei per riprendersi. Però prima s'è trovata le energie per massacrarmi le palle sulle proprietà della cremina ai frutti di bosco, e io gliel'ho comprata solo perchè spegnesse il disco. Ma no dai, anche perchè la cremina aveva un buon profumo.
La colonna sonora di questo fine settimana l'ho comprata alla Feltrinelli di galleria Alberto Sordi, già galleria Colonna, scavalcando i monaci tibetani che pregavano all'entrata per pubblicizzare una fiaccolata a loro favore.  Dopo due ore lì c'erano i Negrita che presentavano l'album, ma io non ne avevo e in quel momento ero già a casa spaparanzata sul letto ad ascoltare il nuovo cd dei Marlene Kuntz.
Anche se sei tranquilla e riposata, quando scopri che vicino casa ci sono gli studi dove registrano Domenica In, ti viene voglia di aspettare fuori Dj Francesco, tanto per rifargli i connotati a suon di schiaffoni che quando si parla di gggiovani non ti va proprio che ti paragonino a lui, ma poi ti trattieni e pensi che purtroppo c'è di peggio.
Se ti piace guardare le vetrine anche se non c'hai molti soldi, può essere che fai il solco nel quadrilatero tra via del Corso, Piazza del Popolo, Spagna e via Condotti. Se sei Pompeo, dopo che hai fatto il solco stai ancora chiedendoti da che parte è piazza del Popolo, che con l'orientamento c'hai la confidenza che c'ho io col cinese. Anche se gli voglio bene lo stesso perchè così felice non sono stata mai, come negli ultimi mesi. In questi giorni sono stata nello stesso tempo l'angelo del focolare che preparava le cenette e sistemava la casetta, e anche la imperterrita visitatrice solitaria. Da domani tornerò ad essere la ragioniera stressata di sempre, ma col sorriso sulle labbra.
L'aneddoto più curioso l'ho tenuto per ultimo, per premiare chi s'è letto sta valanga inutile di cazzi miei. Succede che si entra da Costume National, tanto per sbavare sugli abiti e piangere sui cartellini del prezzo. Dicono che sia uno sport molto praticato, e noi ogni tanto ci si allena. C'era quest'uomo tipo 35enne, impossibile non notarlo, ehm ehm diciamo molto carino e niente di più che se no "qualcuno" che legge potrebbe ingelosirsi. Mi ripeto che l'ho già visto da qualche parte, anche se poi penso che uno così me lo sarei ricordato. Parla inglese coi commessi. Più o meno capisco che quella giacca milionaria che si era comprato la voleva anche in un altro colore, e che loro lì non ce l'avevano subito, ma se la facevano portare. Perciò lui gli detta l'indirizzo dove gliela devono recapitare. Ovviamente ho sentito per caso, non è che ho ascoltato apposta per andarlo a trovare, ci mancherebbe! Non vi potete immaginare la mia faccia quando gli ha detto che si chiamava Vincent Gallo O_O

venerdì, 04 marzo 2005

Arrivata all'apice dello stress sopportabile, mi sono presa una settimana di ferie che inizia stasera col viaggio verso Roma e finirà quest'altra domenica col viaggio di ritorno. Ho pensato a tutto: ho messo all'erta la zia per la supervisione di mio padre, ho svolto tutto il lavoro che si poteva mettere in pari e ho tirato a lucido la casa. Questi nove giorni saranno per me come un'oasi nel deserto. Io e lui, la convivenza, la città eterna, niente alzatacce lavorative, niente neve, niente computer e niente treni quotidiani. Vacanza totale dal resto del mondo. Spero di trovare un internet point a metà settimana per leggere la posta e scrivervi qualcosa, anche se vi assicuro che non sarà la mia massima priorità. Ci si rivede da queste parti il 13 in regime di totale tranquillità. Se torno.
Baci.

sabato, 26 febbraio 2005

Vista l'imminenza di una mia prossima permanenza di durata settimanale in quel di Roma, oggi mi sono recata in libreria a comprare la guida Routard della capitale, perchè ho appurato che colui che ci abita ne sa quasi meno di me. Tra l'altro ne ho approfittato per sperimentare lo sconto del 30% sugli oscar mondadori:  una vera manna dal cielo; ho provveduto alle scorte librarie per i prossimi due mesi. Ma torniamo alla guida. Quando viaggio cerco sempre di acquistare la guida Routard del paese in questione, perchè è particolare. E' stata ideata da un simpatico francese, che non si risparmia i commenti personali sui luoghi visitati e sui gestori dei locali. (E' capace di scrivere: andate a cena qui perchè il cameriere vi racconta delle barzellette spassosissime). Oltre agli alberghi (dei quali vengono minuziosamente descritti arredamento e menu), i monumenti e le strade, viene concesso un largo spazio ai ristoranti, ai pub, alle gelaterie, ai mercatini, ai teatri e anche ai cinema. Tanto per farvi capire il tono colloquiale di questa guida, degli autobus di Roma dice: la loro frequenza è assai fantasiosa, come le decisioni ormai abituali di modificare l'itinerario senza preavviso. Io però ci sono rimasta un pochino male al paragrafo cinema. L'autore scrive: come ben sappiamo, la televisione, invadente e molesta, monopolizza l'attenzione della maggior parte degli italiani, che sembrano ormai disinteressarsi dei cinema. Ciò riguarda ormai tutto il paese , che 25 anni fa contava il quintuplo di sale rispetto ad oggi. A Roma comunque, ce ne sono ancora un centinaio. Dopo l'ormai tristemente famoso spot della tv svedese, che ci paragonava a una massa di deficienti rincoglioniti dalla tv, questa è la seconda volta in due settimane che mi rendo effettivamente conto di quanto, visti da chi vive all'estero, sembriamo un popolo ridicolo. Che tristezza.

lunedì, 21 febbraio 2005

Considerazioni post-Romane 
Il 27 è diventato un 60 molto più lento. Gli autobus romani sono meno pressati di quelli Bolognesi, ma devono affrontare un traffico a confronto esponenziale.  Per fare qualsiasi cosa bisogna uscire di casa un'ora prima. Da brava provinciale consideravo Bologna una metropoli, ora è diventata di colpo una città a misura d'uomo.
I pendolari del week end hanno facce meno incazzate dei pendolari infrasettimanali. Loro, abituati a viaggiare in Eurostar, dotati di comodo posto riservato non risultano provati dalla lotta per l'agognata poltroncina. Inoltre se ci sono ritardi elevati, sanno che verrà rimborsato loro parte del biglietto. A Termini, la lunga coda allo sportello "Bonus ritardi Eurostar" parla da sola.
L'indipendenza non ha prezzo. L'indipendenza di coppia ancora di più. Poco importa se per pochi giorni al mese.
Il sottopentola più bello del mondo è in quella casa.  Insieme a una bella foto, a una bella coperta e al più bel paio di occhi felici esistenti che mi hanno impedito di piangere alla partenza, perchè mi hanno ricordato che presto ci sarà un ritorno.
La fontana di Trevi mi provoca la sindrome di Stendhal tutte le volte che la vedo. Roma è così, ti perdi per i vicoli, intravedi una luce in fondo, vedi della gente, cammini avanti e rimani a bocca aperta per la maestosità delle opere che ti capitano innanzi agli occhi.
Se non stai attento ti ritrovi sul giornale. Capitando quasi per caso in mezzo ai cinquecentomila della manifestazione, decidiamo di seguirla nell'itinerario storico colosseo-fori-altaredellapatria-campidoglio-boccadellaverità-circomassimo. Il giorno dopo vediamo le nostre faccine su Repubblica, nella cronaca di Roma.
La bocca della verità sta diventando la bocca larga della verità. Con le migliaia di turisti che tutti i giorni si mettono in fila per farsi una foto con la mano lì dentro, la scultura si sta lentamente consumando. Se era in Francia l'avevano già messa dentro una teca al Louvre.
Mauritius Cornelius Escher era un genio. Pazzo da legare. I suoi quadri sulle scale e sulla relatività, risultano inconcepibili se non si è sotto l'effetto di un acido. L'ultima parte della mostra dei suoi quadri al Campidoglio, incantava i visitatori davanti ad ogni opera.
Tenersi alla larga dai ristoranti del centro. Malgrado la cucina accettabile, la minaccia che ti vada tutto di traverso è rappresentata dalla musica, dove "Roma nun fa la stupida stasera" & co. vengono ripetute all'infinito, con conseguente ricovero ospedaliero mensile dei camerieri in preda a convulsioni.
Il giorno 23 è diventato il 22. Sulla via del ritorno, all'altezza di Firenze, mio padre mi telefona e mi annuncia che gli hanno anticipato l'operazione di un giorno. Perciò avverrà domani. E' giusto, dopo tre giorni di gioia celestiale, bisogna tornare coi piedi per terra a contatto con la realtà.

venerdì, 18 febbraio 2005

"semplicemente io"...
Ma anche no, direi.
La protagonista di questa storia sta per mettersi su un treno star in direzione Capitol City. E' il suo primo viaggio, la sua prima trasferta. Almeno lo è in questi termini. Così come prima è questa mia intrusione in uno spazio custodito come un tempio, e sacro agli dei. Cerco di mettermi  in punta di piedi più che posso, dicendo solo che non mi va ora di scrivere di là.
Da queste parti c'è un sole felicissimo di accoglierla. A Roma il cielo è Blu, e sotto alle polveri fini l'aria sembra nascondere profumi nuovi. La primavera è alle porte, tornando nell'ufficio che mi ospita mi riprendono il cartelino "Visitatore" e mi dicono entra, non hai più bisogno di farti riconoscere. Per le scale una scritta a pennarello sul muro:
"Esperimenti de stoccazzo".

domenica, 13 febbraio 2005

Oggi voglio parlarvi di questo week-end. Non sono uscita di sera, ma ho finito l'immenso tomo (il codice da vinci) che se non altro mi ha tenuto compagnia. Che dire di questo libro... non sono pentita di averlo letto, perchè ora quando tutti parlano di femminino sacro, di opus dei, di priorato di sion e di cristianesimo sconvolto, almeno so di che cosa stanno blaterando. Come "letteratura" non vale un tubo. Linguaggio quotidiano, senza nessuno sforzo da parte dell'autore. E' un thriller abbastanza avvincente dal quale secondo me può uscire un film carino nel suo genere. Per quanto concerne la parte storica dicono che ci sono diverse inesattezze, perciò è da prendere con le molle. Riguardo alle sconvolgenti rivelazioni di carattere religioso, se anche fossero vere non mi turberebbero: ho comunque sempre rielaborato la religione a modo mio. L'esaltazione del femminismo invece mi pare molto positiva, chissà perchè.
Babbo sta girando per casa dicendo che gli fa male la pancia, e mancano ancora dieci giorni all'operazione. Tirando avanti a brodetti si spera per il meglio, non si può fare altro.
M. mi ha appena chiamato da Roma, dice che la casa arredata è molto più bella e non vede l'ora che lo vada a trovare. Sapesse quanto non vedo l'ora io. Intanto ho prenotato l'eurostar per venerdi. Trenitalia dovrebbe farmi un monumento: interregionali dal lunedi al venerdi ed eurostar dal venerdi al lunedi. Si salvi chi può. Già, perchè la qui presente pazza pur di restare a Roma il maggior tempo possibile, il lunedi mattina ha intenzione di alzarsi alle 5.30 per essere in ufficio alle 9. Tanto dormo in treno, è lui che guida e io sono talmente determinata che non me ne importa nulla. Intanto salutiamo tutti insieme i miei 73 euro regalati a trenitalia per l'occasione, sigh. "Tanto ci sono i treni dell'offerta a 9 euro" Col cavolo, sono prenotati fino al 9 aprile, sigh.

lunedì, 07 giugno 2004

Un week di quelli che non si dimenticano per un bel pezzo. Di quelli che parti senza nessuna aspettativa, attraversi l'Italia e torni a casa felice. Tutto è iniziato venerdi sera. Questo inizio però sta chiuso in una cartella nascosta della mente di kAy che si chiama"Out of Blog", e nessuno di voi può accedervi. Si lascia scappare solo un sincero [grazie di essere così], rivolto alla persona interessata. Sabato mattina è salita sull'eurostar alla volta di Roma. Prima data del tour di Vasco Rossi. Per la serie: vabè biglietto gratis+Roma+Olimpico+PrimaData Tour = si parte! Si aspettava un biglietto prato, come da sua richiesta al capo. Una volta alla cassa scopre che invece era in tribuna stampa centrale numerata. Azz un concerto fra i pezzi grossi!! Siccome ha già in tasca il biglietto per Bologna e sa che si può sfogare lì, kAy decide di provare un'esperienza nuova. Raggiunge la sua postazione. Non crede ai suoi occhi. Di fianco a lei Gino Castaldo di Repubblica. Il top del top dei giornalisti di musica. Quello che tutti gli altri prima di scrivere il loro pezzo, vanno a chiedere la sua impressione generale. Nella fila sotto i giornalisti Rai. kAy inizia a sentirsi un pochino a disagio, e in quel momento si ricorda dei suoi amici di Liverock.it. Visto che tutti intorno a lei, prendono appunti, decide di scrivere anche lei la sua recensione. E' stata pubblicata Qui. Un grazie di cuore alle persone che le hanno dato questa possibilità. La mattina dopo, si riparte per Bologna. Un qualsiasi essere umano dotato di un briciolo di ragione, sarebbe andato dritto a casa. Lei non poteva. Un'amica le ha chiesto di accompagnarla alla partita di calcio della nazionale italiana scrittori. Spettatori contati: numero 39, kAy compresa. Forse è perchè non ci sono nomi famosissimi in campo. Solo uno, ma le basta e le avanza. A fine partita, kAy prende fuori dalla borsa una copia di "senza sangue" e la porge all'autore che le dice: è la prima volta che mi chiedono un autografo alla fine di una partita di calcio. Ma sono meglio come calciatore o come scrittore? Lei risponde: non ti offendere, ma sei meglio come scrittore. Lui sorride e le porge indietro il libro. Lei lo apre e legge: a Simona con piacere. Alessandro Baricco.